Prezzi · Italia · aggiornato settembre 2026
Prezzo del kWh in Italia: quanto costa davvero la luce nel 2026
Il prezzo che conta non è quello dello spot pubblicitario, ma il costo finale per kWh, tasse comprese. Ecco i riferimenti ufficiali ARERA, le quattro voci che compongono la bolletta — e il dato che i comparatori a commissione preferiscono non mettere in prima pagina: il mercato libero costa in media più dei servizi di tutela.
I riferimenti di prezzo — 2026
| Regime | Prezzo di riferimento | Osservazioni |
|---|---|---|
| Servizio a Tutele Graduali il più basso | 25,3 c€/kWh 22,8 c€ netto imposte | ~3 milioni di famiglie; componente di commercializzazione negativa (−73,57 €/anno per punto di prelievo, ARERA luglio 2026); termina il 31 marzo 2027 |
| Maggior Tutela (clienti vulnerabili) | 27,97 c€/kWh 25,2 c€ netto imposte | ~3,2 milioni di famiglie; nessuna data di chiusura. Aggiornata ogni trimestre: 31,63 c€/kWh tasse incluse nel III trimestre 2026 (+4,6%) |
| Mercato libero | variabile per offerta | in media sopra i servizi di tutela (ARERA); le più competitive: indicizzate PUN con spread basso — prezzo esatto sul Portale Offerte |
⚠️ Il dato scomodo, direttamente dalla Relazione Annuale ARERA 2026, presentata a luglio 2026 (dove è ribadito due volte): i prezzi medi del mercato libero superano quelli dei servizi di tutela. Chi è nel Servizio a Tutele Graduali risparmia circa 110-130 euro l'anno rispetto a ogni altra opzione: prima di uscirne, leggete la nostra guida. Nel confronto europeo, l'elettricità domestica italiana (35,12 c€/kWh in media) costa circa il 13% più della media dell'area euro.
Le quattro voci della bolletta
Solo la prima voce cambia da un fornitore all'altro — tutto il resto è identico, qualunque contratto firmiate:
- Spesa per la materia energia — la componente concorrenziale: il prezzo dell'energia deciso dal fornitore (fisso, oppure indicizzato al PUN più uno spread) e i suoi costi di commercializzazione. È qui che si vince o si perde cambiando contratto — e occhio alle quote fisse annue, non solo al prezzo per kWh.
- Spesa per il trasporto e la gestione del contatore — tariffe regolate da ARERA, versate ai gestori delle reti di trasmissione e distribuzione. Uguali per tutti i fornitori.
- Oneri generali di sistema — componenti regolate che finanziano, tra l'altro, il sostegno alle fonti rinnovabili. Uguali per tutti i fornitori.
- Imposte — accisa sull'energia elettrica e IVA. Uguali per tutti i fornitori.
Morale pratica: quando un venditore vi promette «il 20% di sconto», chiedete sempre su quale voce. Uno sconto sulla sola materia energia pesa molto meno di quanto sembri sul totale della bolletta.
E il prezzo del gas?
Per il gas naturale vale la stessa struttura a voci (materia gas, trasporto e gestione del contatore, oneri, imposte) e la stessa avvertenza: si confronta il costo finale annuo, non lo sconto dichiarato. Anche sul gas il posizionamento italiano non è lusinghiero: i prezzi domestici restano circa il 7% oltre la media dell'area euro. Nel 2025 il 18,8% dei clienti domestici gas ha cambiato fornitore. Chi ha luce e gas può valutare un'offerta «dual fuel», ma conviene sempre confrontare il pacchetto con la somma delle due migliori offerte separate.
Come pagare meno — in breve
- Trovate sul retro della bolletta il vostro prezzo effettivo (€/kWh, tutto compreso) e il consumo annuo.
- Se siete nel Servizio a Tutele Graduali: state già pagando il prezzo più basso del mercato — restate finché dura.
- Se siete nel mercato libero: confrontate la vostra offerta con tutte le altre sul Portale Offerte, il comparatore ufficiale ARERA, gratuito e senza commissioni.
- Il cambio è gratuito, senza interruzioni e senza interventi sul contatore — la guida completa qui.